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  • Rachele Bianco

La sostenibilità alimentare

Aggiornato il: apr 6

Ho deciso di inaugurare il mio blog con un post che riguarda un tema a me molto caro: la sostenibilità alimentare.

Un tema (e un termine) molto in voga oggi, perché tra giornali, notiziari, articoli e interviste ad esperti, tutti ne parlano e tutti ci riteniamo sostenibili, ma quanto lo siamo effettivamente?


sostenibilità alimentare

COS'È LA SOSTENIBILITÀ' ALIMENTARE?

Alimentazione sostenibile significa introdurre equità nella sfera dell'alimentazione.

Avete presente quello che per tanti anni è stato fatto in ambito sanitario, sociale ed economico? Le pari opportunità, gli aiuti economici alle fasce più deboli, l'assistenza sociale e sanitaria e tutto ciò che contribuisce al welfare di uno Stato?

Ecco, immaginate di poterlo estendere alla sfera alimentare.

Come? Adesso lo vediamo...



L'IMPORTANZA DELLA SOSTENIBILITÀ ALIMENTARE

Negli ultimi decenni i cambiamenti che hanno riguardato le politiche agricole, economiche e sociali e lo sviluppo tecnologico hanno determinato una profonda trasformazione nel sistema alimentare globale, con conseguenze sia sugli stili di vita e sui consumi alimentari, sia sull'ambiente.


In prima battuta, l'aumento dei consumi alimentari è infatti fortemente correlato ad un peggioramento dello stile di vita, caratterizzato da un incremento delle patologie cronico-degenerative e del tasso di obesità.

In sostanza, oggi mangiamo troppo e male e ci muoviamo troppo poco: tanto cibo, spesso di bassa qualità e a basso prezzo (es. il cosiddetto junk food, il cibo "spazzatura") associato a giornate sempre più sedentarie, in cui alterniamo costantemente la sedia dell'ufficio, il sedile dell'auto, il divano e il letto, sono il mix perfetto per veder aumentare il numero sulla bilancia, il nostro giro vita e colesterolo e zuccheri nel nostro sangue.

Se a questo ci aggiungiamo lo stress psicologico con tutti i problemi correlati (alimentari o di altra natura) ecco che i problemi aumentano ancora di più.


Per quanto riguarda l'alterazione dell'ambiente, questa è invece principalmente dovuta ad un aumento dei consumi energetici e dei rifiuti prodotti (organici e non) e allo sfruttamento del suolo e delle risorse idriche e si accompagna spesso alla svalutazione del lavoro umano.

Il 2010 è stato dichiarato l'anno della biodiversità, ma, anche se è stato dimostrato che le risorse naturali rappresentano il centro del benessere degli individui, dell'economia e della società, il valore della biodiversità e degli ecosistemi è ancora oggi molto ignorato da quella macro-economia che governa le scelte nel mondo.

Gli innumerevoli benefici che noi traiamo dagli ecosistemi comprendono cibo, acqua dolce, legname, regolazione del clima, protezione dai rischi naturali, ingredienti farmaceutici e anche attività ricreative e turismo.

Purtroppo però, non viene attribuito abbastanza valore a tutto ciò che è molto utile (es. l'acqua), e troppo spesso, sbagliando, consideriamo automaticamente utili tutte le cose di valore (es. l'oro).

"Quando avranno inquinato l'ultimo fiume, abbattuto l'ultimo albero, preso l'ultimo bisonte, pescato l'ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche".

Si sta perdendo il valore (e l'amore) per il cibo e la natura.

La necessità dell'introduzione sia all'interno, sia fra i vari Paesi di etica ed equità nel controllo e nell'utilizzo delle risorse naturali, nel rispetto dell'ambiente e nella diminuzione della povertà e della disparità di accesso alle risorse deriva quindi dalla necessità di ristabilire quei valori intrinseci del cibo che spesso la società occidentale e la globalizzazione hanno negato.


Fortunatamente stanno emergendo modelli alternativi di valutazione economica, caratterizzati dalla cosiddetta "impronta ecologica", che considerano maggiormente il benessere umano e ambientale e costituiscono un passaggio importante verso un'economia e una società più equilibrate.



UN APPROCCIO ECOLOGICO

Parlare di sistemi alimentari sostenibili significa soprattutto di parlare di diritto al cibo e diritto alla salute, che garantiscono il benessere delle popolazioni e soprattutto quello delle generazioni future.

La FAO (Food and Agriculture Organization of the United Nations) ha recentemente introdotto il concetto di "agro-ecologia": un'agricoltura alternativa intesa come un insieme di agronomia, ecologia, economia e sociologia, basata su un uso sostenibile delle risorse e mirata alla conservazione della biodiversità e degli ecosistemi con conseguenti vantaggi a livello locale e globale.

A lato pratico significa che guardare a tutti gli elementi che compongono la filiera alimentare, dall'agricoltura (allevamento, pesca, ecc...) al processo di produzione, alla trasformazione, alla distribuzione e consumo, e alla produzione e gestione dei rifiuti, da un punto di vista di insieme sulla salute umana, sull'ambiente, sulla società e sull'economia.


Essere informati è quindi necessario, ma non sufficiente.

Bisogna agire nel concreto attraverso l'adozione di uno stile di consumo che supporti l'agricoltura sostenibile.

Stile di consumo che consiste nelle promozione di:

  • varietà della dieta (es. dieta mediterranea)

  • sobrietà negli acquisti alimentari (se si abita in 2 in casa è il caso di fare la spesa per 4 per poi buttare metà dei prodotti acquistati?);

  • acquisto e consumo di alimenti di origine vegetale, di alimenti stagionali, di prodotti locali, di alimenti freschi o poco processati, di alimenti a basso impatto ambientale (muniti di ecoetichettatura), prodotti con poco imballaggio e/o costituito da materiale riciclato;

  • consumo di prodotti ittici con certificazione per la pesca sostenibile;

  • consumo di acqua di rete (per la riduzione del consumo di plastica e/o dell'inquinamento per il trasporto);

  • recupero e redistribuzione di prodotti alimentari non più commercializzabili, ma comunque idonei al consumo, a favore di persone e famiglie in condizioni di vulnerabilità sociale.


al di là del piatto

Promuoviamo la responsabilità nei confronti del mondo in cui viviamo e mettiamo il benessere della collettività al centro di tutte le strategie politiche, economiche e sociali.

Un cibo buono per la nostra salute e per quella degli ecosistemi.



Fonti bibliografiche:


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