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  • Rachele Bianco

IL LATTE MATERNO: I BENEFICI CHE NON SAPEVATE

Aggiornato il: apr 6

Noto per i suoi diversi benefici (confermati da numerosi studi), il latte materno è molto ricco di sostanze che nutrono e proteggono il neonato, inoltre la sua composizione cambia nel corso dell'allattamento per venire in contro alle esigenze del bambino, esigenze che vanno ben oltre il semplice aspetto nutrizionale.


Il latte materno è un tessuto liquido prodotto dalla ghiandola mammaria durante il periodo dell'allattamento, e, oltre all'acqua, contiene diverse componenti molto importanti per la crescita e lo sviluppo in salute del bambino:

  • vitamine e sali minerali;

  • acidi grassi a lunga catena (hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso)

  • proteine ed enzimi digestivi;

  • fattori di crescita;

  • anticorpi (immunoglobuline: hanno un ruolo nella protezione da malattie e infezioni);

  • ormoni (alcuni aiutano a regolare l'appetito e i ritmi del sonno);

  • microRNA (regolano l'espressione genica e promuovono lo sviluppo del sistema immunitario del bambino);

  • oligosaccaridi: lasciati in ultimo ma non per importanza (anzi!)...sono proprio loro i protagonisti di questo articolo...

allattamento al seno

GLI HMO: COSA SONO

Gli Human Milk Oligosaccharides (HMO) sono dei piccoli oligosaccaridi (= corte catene di zuccheri semplici) con effetto bioattivo, tipici del latte materno in quanto sintetizzati dalla ghiandola mammaria.

Nel latte materno sono presenti circa 150 differenti HMO rispetto ai circa 30 presenti nel latte di vacca. La loro concentrazione è massima nel colostro (20-25 g/litro) e diminuisce progressivamente fino a raggiungere i 5 g/litro nel latte materno maturo.

Solo una piccolissima parte (1-2%) di questi zuccheri viene assorbita dal neonato, il resto non viene digerito e arriva inalterato nel colon, dove viene poi metabolizzato dal microbiota intestinale (flora batterica).


LA STRUTTURA: 5 MATTONCINI PER CENTINAIA DI COMBINAZIONI

La loro struttura è costituita da 5 zuccheri monosaccaridi diversamente legati fra di loro: glucosio, galattosio, N-acetilglucosammina, fucosio e acido sialico.

Lo zucchero di partenza è il lattosio, legato differentemente agli altri zuccheri nella parte terminale. Sono anche possibili delle strutture allungate oppure ramificate, che creano in questo modo una varietà di HMO diversi per architettura e peso molecolare.

Sono quindi possibili diverse combinazioni sia per gli zuccheri costituenti, sia per i legami presenti.

In base allo zucchero terminale si riconoscono infatti gli HMO fucosilati (fucosio, es. il 2'FL), non fucosilati e sialilati (acido sialico, es. il 3'SL).


E' presente una grande differenza individuale nella composizione degli HMO del latte materno, ma generalmente gli HMO fucosilati sono i più abbondanti.

Questi sono prodotti grazie all'enzima fucosiltransferasi e ne esistono 2 tipi:

  • il primo, definito secretore è il più diffuso (presente nell'80% delle donne italiane)

  • il secondo, definito non secretore è fortunatamente meno diffuso in quanto ha effetti negativi sull'equilibrio della microflora intestinale e sulla maturazione del sistema immunitario.


GLI EFFETTI BENEFICI DEGLI HMO: DA PREBIOTICI A REGOLATORI

Gli effetti benefici degli HMO possono essere classificati in 2 gruppi: effetti legati all'azione prebiotica e specifici effetti immunomodulatori e regolatori.

L'AZIONE PREBIOTICA

Questa azione, svolta soprattutto dagli HMO fucosilati e sialilati, è costituita da un'azione bifidogenica (vengono favoriti i batteri benefici = bifidobatteri e sfavoriti i microrganismi patogeni) e dalla produzione di SCFA.


I bifidobatteri "tipici" dei bambini allattati al seno sono il B. infantis, il B. bifidus e il B. breve.

Questi batteri sono in grado infatti di digerire e metabolizzare gli HMO e il loro patrimonio genetico è il risultato di selezioni positive durante l'evoluzione dell'intestino umano.

Sono ritenuti degli insegnanti per il sistema immunitario in fase di maturazione e la loro assenza è infatti associata a problematiche immunitarie.

Il loro "insegnamento" avviene attraverso da produzione di SCFA (acidi grassi a corta catena), in particolare di acetato e lattato, con un'azione trofica sulle cellule della parte intestinale e antimicrobica.


L'AZIONE REGOLATRICE

Gli HMO svolgono la loro funzione regolatrice in diversi modi:

  • in primis "fanno da esca" limitando l'adesione di tossine e microrganismi patogeni (es. Vibrio cholerae, Helicobacter pylori, virus, ecc...) all'intestino del neonato. Gli HMO assomigliano infatti ad alcuni carboidrati tipici della membrana intestinale a cui i microrganismi patogeni si legano per iniziare l'infezione e, una volta che i patogeni si sono legati agli HMO, vengono trascinati via ed eliminati.

  • "calmano l'intestino": diversi studi hanno dimostrato che alcuni HMO (soprattutto fucosilati e sialilati) hanno un effetto positivo sulla contrattilità gastrointestinale con un'azione diretta su alcuni recettori della parete intestinale, riducendo così le contrazioni e la motilità in modo concentrazione-dipendente (= più sono presenti, maggiore è l'effetto).

  • aiutano il processo di maturazione del sistema immunitario innato e sono associati ad una ridotta insorgenza di allergie.

POSSIAMO INTEGRARLI?

CHI: ADULTI E BAMBINI

L'integrazione di HMO negli adulti è molto recente e si basa su studi clinici che ne garantiscono l'efficacia e la sicurezza d'uso. Lo scopo dell'integrazione nell'adulto è quello di ripopolare la quota di bifidobatteri nei soggetti che presentano disbiosi (= disequilibrio della flora batterica intestinale) o una riduzione della quantità di bifidobatteri, situazione molto frequente negli anziani.

Si verificano infatti effetti specifici sul microbiota intestinale, caratterizzati da un incremento della quota di Actinobatteri e soprattutto dei Bifidobatteri, a discapito di Firmicutes e Bacteroides.


Un microbiota sano nel neonato e successivamente nel bambino è invece fondamentale perché è strettamente correlato ad un microbiota stabile e sano anche in età adulta.

Da qui l'importanza di integrare gli HMO del latte materno in bambini che, per uno più motivi, vengono nutriti con il latte artificiale.

Fortunatamente i primi studi clinici hanno mostrato risultati positivi: i bambini allattati con formule arricchite con HMO (fucosilati: 2'FL) hanno sviluppato un microbiota simile a quello dei bambini allattati al seno.


DOSI, PRODUZIONE E REGOLAMENTI

La produzione di integratori a base di HMO per gli adulti e di alimenti arricchiti per l'infanzia si è sviluppata solo recentemente, sia per i risultati ottenuti dagli studi condotti, sia (e forse soprattutto) per difficoltà tecniche nella fase di produzione.

L'origine degli HMO "da integrazione" può essere infatti sia di sintesi chimica sia batterica, in ogni caso sono necessarie tecnologie all'avanguardia e, una volta prodotti, gli HMO vengono sottoposti ad un particolare iter di autorizzazione che ne garantisce la sicurezza d'uso.

Da questo punto di vista, purtroppo ancora poche miscele di HMO sono state autorizzate in Italia ed Europa per un uso nell'alimentazione umana.

Tuttavia, grazie al rapido progresso tecnologico (ed ingegneristico) in futuro sarà possibile differenziare maggiormente i prodotti di qualità, da quelli non in grado di garantire efficacia e sicurezza.

Per quanto riguarda gli integratori in commercio, il dosaggio indicato ad oggi è pari a 250 mg al giorno da 1 a 4 volte al giorno, cioè una quantità molto simile a quella fornita dalla mamma al bambino durante una giornata di allattamento.


latte materno

Quindi, quello che sappiamo è che l'allattamento al seno è associato a numerosi effetti protettivi verso il neonato che si ripercuotono anche nelle fasi successive della vita, e che forse gli HMO sono in parte responsabili di questo effetto protettivo.

Rimangono comunque da indagare approfondire e confermare altri aspetti, fra cui ad esempio il ruolo biologico presente nel latte degli altri mammiferi, oppure la potenziale sinergia fra gli HMO e i probiotici per l'equilibrio del microbiota intestinale.

In ogni caso, se siete mamme, soffrite di problemi intestinali o state valutando una possibile integrazione, il mio consiglio è semplice: rivolgetevi ad un professionista, saprà lui saprà cosa è meglio per voi.


Fonti bibliografiche

  • Jantscher-Krenn E, Bode L. Human milk oligosaccharides and their potential benefits for the breats-fed neonate. Minerva Pediatr. 2012 Feb; 64(1):83-89

  • Bode L. The functional biology of human milk oligosaccharides. Early Hum Dev. 2015 Nov; 91(11):619-22.

  • Salomonsson E, Vigsnaes L, Sommer M et al (2016) Human milk oligosaccharides; now as substantial modulators of the adult gut microbiota.


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